Come curare un Pino e quando si pota

Il Pino è un albero appartenente alle conifere, resistente, solido e sempre verde. Simbolo di longevità, è sempre troppo spesso accostato al tipico albero di Natale che ben tutti conosciamo ma in realtà si tratta di un albere appartenente a ben oltre 100 specie diverse caratterizzato da rami e folte chiome.

Il suo frutto è il pinolo ed è un albero utilizzato spesso nei giardini privati e pubblici ai quali dona ombra e riparo grazie alla sua grandezza e maestosità. Tuttavia dopo aver piantato un pino e dopo averlo fatto crescere sul terreno è molto importante che sia curato in modo adeguato e in modo costante. Bisogna sapere come curare un pino e porre molta attenzione su questo aspetto.

L’albero di pino si può indebolire se non viene curato adeguatamente e nel peggiore dei casi c’è il rischio che possa cadere, creando pericolo e danni a cose e persone che si trovano li intorno. Tra i fattori più importanti ai quali bisogna prestare attenzione c’è la solidità del Pino a terra che deve essere ben ancorato con le sue radici, e per essere solide e lunghe hanno bisogno di essere stimolate con costanza. E’ importante fare la giusta manutenzione all’albero di pino attraverso la potatura, infatti tagliando i rami si ottiene la giusta crescita delle sue radici. Con la giusta quantità di acqua evitiamo che si secca, che perda aghi o che diventi giallo.

Quando potare un pino

I pini sono tra gli alberi più facili da mantenere in salute perché hanno una forma naturalmente ordinata e hanno bisogno di poca manutenzione. La potatura del pino va fatta per riparare i danni causati da agenti atmosferici o atti vandalici causati dall’uomo, possibilmente non va fatta su esemplari ancora giovani.

I pini veri possono essere potati durante tutto l’anno ma il periodo migliore per farlo è sicuramente la primavera. L’importante è prendersi cura subito dei rami spezzati e rovinati senza attendere troppo e possibilmente senza rimandare l’operazione verso l’estate o l’autunno in quanto la potatura di fine stagione non ha il tempo di guarire in modo adeguato col sopraggiungere dell’inverno.

Un errore da evitare è quello di potare il pino solo per accorciare i suoi rami, infatti questo può causare l’interruzione della sua crescita con tutte le conseguenze che ne derivano. Un ramo danneggiato dovrebbe essere sempre rimosso in modo completo.

Cosa si usa e gli strumenti adatti

Per potare un pino si può utilizzare un tosasiepi o un seghetto da potatura qualora i rami abbiano sviluppato uno spessore importante. In caso contrario, in presenza di rami ancora piccoli è sufficiente dotarsi di una cesoia adatta allo scopo.

Una scala può essere sufficiente se il pino è ancora giovane ma è necessario potare un pino dalle dimensioni importanti può essere necessario affidarsi a giardinieri professionisti attrezzati con un montacarichi per raggiungere le parti più alte e difficilmente accessibili dell’albero. In certi casi possono essere utilizzate corde per arrampicarsi, in altri può servire la sega da boscaiolo ma solo da parte di chi sa utilizzare questi strumenti.

Come si pota un pino

Quando ci si appresta a fare questo tipo di manutenzione è importante sapere come si pota un pino nel modo corretto. Per prima cosa bisogna assicurarsi di non lasciare troppo scoperta la chioma per non renderlo vulnerabile a malattie e agenti esterni, tagliare troppo può essere dannoso. La giusta proporzione solitamente è quella di potare un terzo del totale del nostro pino, a partire dai rami che appaiono malati o troppo secchi calcolando circa 15 centimetri di lunghezza oltre la parte che a vista appare malata.

Fatto questo si può passare a tagliare i rami che col tempo sono cresciuti in modo troppo irregolare e contorto, magari facendo attenzione a non farli crescere per poi andare ad intrecciarsi tra di loro. Lo sfregamento infatti provoca ferite che favoriscono poi un ingresso agevole per parassiti e malattie.

Quando si elimina un ramo, va tagliato fino all’area ispessita vicino al tronco. Rami con un diametro superiore a 2-3 cm non vanno tagliati dall’alto verso il basso perché si potrebbe strappare la corteccia lungo il tronco. In questo caso bisogna sportarsi appena fuori dal tronco e tagliare dal basso fino a circa metà della larghezza del ramo. Lo sfregamento provoca ferite che forniscono punti di ingresso per insetti e malattie.